La redazione di New York dell'agenzia Associated Press nel 1925. L'attenzione all'accuratezza dell'informazione in tempo reale è la stessa ma oggi a scrivere migliaia di lanci sui bilanci delle aziende sono robot. AP

Quando a scrivere gli articoli sono i robot

Da Associated Press al Washington Post, la produzione automatica dei contenuti

Associated Press, una delle più importanti e stimate agenzie di stampa del mondo, fino a tre anni fa metteva in rete circa trecento articoli, tra le 150 e le 300 parole, sui bilanci trimestrali delle aziende americane, compilati in maniera certosina da un pool di giornalisti finanziari. Oggi gli aggiornamenti trimestrali a disposizione degli oltre 1400 clienti di AP, sono dodici volte di più e riguardano ben 4400 aziende. Il potenziamento del servizio non è la conseguenza di un maggiore impegno della redazione ma della partnership tra AP e Automated Insights, una società specializzata in strumenti per la generazione automatica di contenuti partendo da una base di dati.

Wordsmith, il fabbro delle parole, è un sofisticato insieme di template linguistici configurabili per la produzione di contenuti che ha trovato applicazioni in diversi campi, incluso quello giornalistico.

L’ingranaggio è complesso ma il flusso di produzione è molto lineare. L’elemento centrale sono i template linguistici che vengono confezionati da un piccolo gruppo di giornalisti specializzati nel particolare ambito del prodotto, nel caso di AP, giornalisti specializzati nella copertura di notizie economico e finanziarie. Alla redazione viene chiesto di confezionare template che possano adattarsi a vari scenari ipotetici: utili in rialzo o in ribasso, un risultato in linea con le attese degli analisti di mercato, un risultato a sorpresa in positivo o in negativo… La copertura ‘in absentia’ entra nel dettaglio, tiene conto degli scarti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno o degli anni precedenti, riconosce elementi di particolare rilevanza per ciascun settore di business, i principali prodotti, le unità vendute, gli investimenti, la reazione dei mercati dopo la pubblicazione dei bilanci, persino brevi commenti di merito.

Quando il lavoro di preparazione dei template è finito, la composizione finale dell’articolo può avvenire senza l’intervento diretto della redazione, Wordsmith ‘scrive’ per conto suo e il testo finale non ha neppure bisogno di essere rivisto prima della pubblicazione. Il flusso di dati che AP fornisce al software di Automated Insights è più che sufficiente.

Le aziende statunitensi che AP copre con un giornalista in carne ed ossa sono una ventina, e sono quelle di primissimo piano, grandi banche come Citibank o colossi tecnologici come Apple o Google e anche in questo caso Wordsmith contribuisce con un paragrafo o due di pura cronaca sui numeri dell’annuncio trimestrale.

Questo non vuol dire tuttavia che l’impegno della redazione nella stagione degli utili sia ridotto, anzi, il contrario. I giornalisti, liberi dall’obbligo di occuparsi di numeri, forchette e percentuali possono lavorare all’informazione di valore aggiunto: commenti originali, analisi, confronti, previsioni.

Nel 2015 un reporter di NPR, la radio pubblica americana, ha sfidato Wordsmith per scrivere un articolo breve su un gruppo quotato non appena il comunicato relativo al suo bilancio è stato pubblicato. Il programma ci ha impiegato due minuti contro i sette del giornalista.

Nel novembre 2017 il direttore esecutivo di Quartz (sito di proprità di Atlantic Media) ha scritto un tweet in cui forniva un esempio di come Tencent, il colosso tecnologico cinese che aveva organizzato una conferenza a cui Zach Seward aveva partecipato, avesse pubblicato un articolo "not-half-bad" scritto da Dreamwriter. Con quel programma di Tencent, si stima che ogni giorno vengano realizzati circa 2.500 pezzi di finanza, tecnologia e sport.

All'avanguardia in questo ambito è anche il Washington Post che ha sviluppato un proprio strumento di intelligenza artificiale applicata alla generazione automatica dei contenuti. Il prodotto, che ha in questo momento soltanto un utilizzo interno, si chiama Heliograf e ha fama di essere la punta di diamante dell'intero settore.

Come nel caso di Associated Press, Heliograf non toglie il lavoro ai giornalisti ma apre nuove strade nuove frontiere nella produzione dei contenuti, consentendo di coprire con attenzione realtà hyperlocal che non sarebbe immaginabile pensare di raggiungere con inviati in carne ed ossa. Gli esperimenti sui contenuti vanno da eventi sportivi di piccola o minuscola portata - dalle partitelle di football dei campionati liceali, ai risultati elettorali delle più piccole e remote contee dell'America profonda.