La verità condivisa del giornalismo collaborativo

L'autorevolezza dell'informazione garantita da partecipazione e mancanza di affiliazione a un brand

C’è una tipologia di giornalismo che non è soltanto affetta dalla digitalizzazione ma che non potrebbe esistere senza gli strumenti di produzione dei contenuti del nuovo millennio. E’ in genere identificata come giornalismo collaborativo.

L’autorevolezza dell’informazione non è garantita dal prestigio o dalla storia di una testata ma piuttosto dalla partecipazione di più giornalisti, professionisti o dilettanti, privi di affiliazione, che non dipendono cioè da una organizzazione comune e che lavorano alla stesura di un testo comune.

La paternità condivisa, e gli strumenti tecnici che rendono possibile la collaborazione continua sui contenuti, possono essere visti come una garanzia di maggiore indipendenza rispetto ai media tradizionali.

La distanza tra autore (o meglio autori) e lettore è ridotta dalla possibilità di intervenire in qualsiasi momento con commenti, aggiunte, correzioni ad articoli esistenti.

L’informazione nel giornalismo collaborativo non è ferma nel tempo ma è per la sua natura in costante divenire.

Se i contenuti del giornalismo collaborativo possono essere simili a tradizionali articoli, gli strumenti di produzione possono in alcuni casi portare a risultati diversi sul piano stilistico. In alcuni casi l’informazione ha la forma di una conversazione scritta tra più autori e il lavoro a più mani non porta a un testo unico ma a un coro di voci.

Panama Papers

Strumenti per il giornalismo collaborativo: wiki