'La carta mi fa sentire un uomo d'altri tempi'

Il giornale del futuro a 18 anni. Esperti al posto dei giornalisti, filmati al posto di articoli

Il mio problema con i giornali italiani è che intimidiscono chi come me è un nuovo lettore. E’ difficile affrontare un argomento politico di cui non so nulla quando i giornalisti sembrano perdersi in un circolo auto-referenziale tra loro e quei lettori che già conoscono la maggior parte di ciò che viene detto. Chi scrive dà per scontato che il lettore sappia che un partito sia di sinistra o di destra e a quale partito appartiene ciascun politico. La capacità di un giornalista, invece, dovrebbe essere quella di dare un contesto a quello di cui si parla senza sprecare troppo spazio sulla pagina.

La vera domanda è: "Cosa dovrrebbe esserci in un giornale per farmi venire voglia di leggerlo?".

Gran parte delle informazioni sono facilmente ottenibili online, non è necessario acquistare un grande foglio di carta non ergonomico per avere le ultime "news", intese letteralmente come i nuovi eventi, dagli avvenimenti locali alla politica nazionale. Mi chiedo cosa lasci davvero il segno per me, in un mondo in cui siamo costantemente bombardati da nuove informazioni sui telefoni e i computer. Parlandone con amici emergono alcune considerazioni importanti: Ci piacerebbe leggere articoli specifici che vadano in profondità. Le rare volte in cui discutiamo di articoli che abbiamo letto, parliamo di pezzi lunghi.

Dico questo perché il tipo di media che consumo maggiormente sono “saggi video” su YouTube. Fanno milioni di click perché, senza essere lunghi come un documentario, durano abbastanza per approfondire qualsiasi argomento; Gli articoli lunghi e approfonditi possono essere paragonati allo stesso modo ai libri. È ancora meglio, secondo me, se gli articoli non sono scritti da giornalisti ma da esperti, che conoscono perfettamente l’argomento di cui parlano.

La maggior parte degli articoli al momento non sono cos". Quando sfoglio il giornale infatti, sono attratto dai pochi che sono più approfonditi.

D'altra parte però, ci sono alcuni aspetti irrazionali della lettura di un giornale che potrebbero essere sfruttati: non posso nascondere la sensazione che ho avuto quando ho preso in mano il quotidiano lasciato sul tram da un estraneo. Mi sono sentito un po’ come un uomo d’altri tempi, un tipico padre che andava al lavoro e si teneva aggiornato. È affascinante per i giovani; siamo noi quelli che hanno fatto tornare il vinile di moda a ben pensarci, non le persone che sono cresciute ascoltandolo.

Rimane il fatto che caricare un sito web è più veloce ed economico rispetto a comprare un giornale, quindi, invece di cercare di battere il concorrente in quantità di titoli, spero che in futuro i giornali cercheranno di offrire ai lettori un'esperienza che non possiamo trovare online, come la stampa straniera ha già cominciato a fare.

 

Ricky Basilone, 18 anni, figlio della nostra Irene Zerbini (Spunti di vista, Radio24) vive a Milano ma ondeggia tra l'Italia e Weston, il quartiere di Toronto, dove è nato e cresciuto a cui, per nostalgia ha dedicato il suo nome d'arte Rick Weston. E' all'ultimo anno di liceo classico. E' anche un musicista. Ha cantato e suonato in diverse band e nell'Orchestra dei Popoli. Potete trovarlo con la sua chitarra agli angoli delle strade milanesi, per la delizia di migliaia di piccioni e qualche passante. Ama lo sciroppo d'acero. e questo è il suo primo video in italiano, sul suo canale youtube


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Ricky Basilone @
Musicista