Il giornalismo dei fatti contro le fake news

L'intelligenza artificiale a fare la guardia contro le bugie in tempo reale

In un epoca dominata dalle fake news, l'intelligenza artificiale può aiutare i giornalisti a verificare la veridicità di certe affermazioni in tempo reale, magari durante una trasmissione radio o tv in diretta.

Su questo fronte, un'organizzazione indipendente britannica sta lavorando a due prodotti la cui uscita è prevista nel 2018. In collaborazione con Google, Full Fact (insieme a Open Society e a Omidyar) sta sviluppando "Live" e "Trends".

Nel primo caso, reso possibile dal Natural Language Processing, il prodotto potrebbe essere usato durante un comizio elettorale trasmesso in diretta in cui, poniamo, Donald Trump si vanta (come ha effettivamente fatto) che grazie a lui "Fiat Chrysler Automobiles lascia il Messico per tornare in Usa". In sovrimpressione sullo schermo, "Live" evidenzierebbe quella frase e indicherebbe che è fuorviante perché - potrebbe essere la spiegazione - Fca ha detto sì che trasferirà la produzione del suo pickup truck agli Usa dal Messico, ma nella sua fabbrica di Saltillo al posto del Ram Heavy Duty verranno realizzati veicoli commerciali. Nel secondo caso, "Trends" monitora dichiarazioni ricorrenti e determina chi le sta facendo e perché; cos" facendo, giornalisti preposti a controllarne la veridicità potranno formarsi un'idea della motivazione dietro a quelle affermazioni e fare richieste precise.

Gruppi come New York Times, Guardian ed Economist stanno sperimentando una soluzione con cui vorrebbero migliorare la sezione dei commenti degli articoli. Lanciata da Jigsaw, un offshoot di Google, quella soluzione è pensata per sconfiggere le molestie online attraverso il machine learning. Si chiama Perspective e indentifica automaticamente insulti e abusi online. Si presenta come uno strumento migliore di una qualsiasi lista nera di parole e più veloce di un moderatore umano. Per quanto si propponga di creare un luogo sicuro per le discussioni online, Perspective non è priva di critici. Il sistema automatico potrebbe finire per censurare o cancellare determinate espressioni senza capire il contesto o togliendo la libertà di dire che "Donald Trump è un cretino". Ai detrattori, Jigsaw ha risposto dicendo che lo strumento non è pensato per avere l'ultima parole su quali commenti pubblicare e quali no. Di certo, può velocizzare il lavoro dei moderatori.


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Stefania Spatti @sspatti
Responsabile Radiocor New York